In questo scenario diventa ancora più urgente tornare a crescere.
Nel mondo, la grande recessione è terminata. Ma le sue conseguenze sono ancora ben presenti. L’incremento ingente dei debiti pubblici, l’enorme capacità produttiva inutilizzata e l’elevata disoccupazione gettano lunghe ombre sulla solidità della ripresa.
In Europa, un nuovo temibile capitolo della crisi si è aperto negli ultimi tre mesi. Sono minacciati l’euro e la tenuta stessa dell’Unione Europea. Unione che nasce nel secondo dopoguerra come progetto di una generazione di statisti lungimiranti per scambiare meno sovranità nazionale con più crescita e pace duratura, grazie all’integrazione.
Per l’Italia, il centocinquantesimo anniversario dell’Unità nazionale deve essere di sprone per affrontare l’uscita dalla crisi e i nodi irrisolti della bassa crescita e le nuove tensioni europee.L’elettorato, alle recenti consultazioni regionali, si è espresso per la conferma di un quadro di governabilità che deve indurre a realizzare interventi forti e incisivi.
La manovra varata dal Governo contiene misure che Confindustria chiede da tempo. Perciò diamo pieno sostegno alla linea di rigore del Ministro dell’Economia e approvata martedì dall’Esecutivo. Mancano, però, interventi strutturali per incidere sui meccanismi di formazione della spesa pubblica Servono riforme per rilanciare lo sviluppo.
Per Confindustria, il centesimo anniversario della fondazione rafforza il richiamo agli interessi del Paese, impone a tutti noi di avanzare proposte adeguate ad affrontare le grandi difficoltà del momento. Con senso di responsabilità e con franchezza assoluta.
Confindustria nella sua storia si è contraddistinta non solo per la difesa irriducibile delle ragioni delle imprese. Ma anche per la capacità di offrire al Paese una visione lunga, che ci viene dal confronto costante con i mercati mondiali.












































