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Le Point International è lieta di partecipare alla conferenza che si terrà nella sede del Polo di Roma Indo-Italiano. In questa circostanza verranno illustrate le principali prospettive di collaborazione con l’India per le piccole e medie imprese romane, nell’ambito delle attività tecniche e tecnologiche, nonché per i siti archeologici. La manifestazione gode del patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Indo Italian Institute for Trade and Technology (IIItt), presieduto da Maurizio Miranda, già referente della Indian Knowledge City e corrispondente del World Trade Center di Mumbai. A coordinare i lavori della Conferenza sarà il Direttore del Polo romano, Fausto Arrighi, mentre come ospite d’onore verrà invitato l’Ambasciatore dell’India in Italia, Arif Shahid Khan.
Roma e l’India, tra affinità culturali e occasioni imprenditoriali
di Friedrich Magnani, direttore de Le Point International
ROMA ANTICA E L’INDIA
Roma non è nuova all’India. Già Plinio il Vecchio, nella sua opera enciclopedica Naturalis Historia al libro VII ( 79 d.c.), cita le meraviglie naturalistiche dell’India e la città antica di Musiris come uno dei centri più attivi nel commercio con l’antica Roma. Giuseppe Tucci, noto orientalista a cui si deve l’interesse della cultura italiana per l’India, in un articolo apparso sulla rivista “Nuova Antologia” (marzo 1935), parla così dei rapporti tra l’antica Roma e l’India : “ tempo addietro, ebbi occasione di parlare dei rapporti che, nell’età imperiale, per terra e per mare congiunsero Roma con l’India. Col soccorso di fonti autorevoli mostrai anzi che gli scambi fra oriente ed occidente furono allora tali da lasciare durevoli tracce. Nel medio evo la marea delle invasioni barbariche, il sorgere della potenza mussulmana, il travaglio politico dell’Europa medioevale interruppero quei rapporti che anticipando gli scambi moderni, avevano avvicinato, durante la grande pax romana, due mondi tanto lontani e tanto dissimili”.
Nel 1945, un noto archeologo inglese, Sir Mortimer Wheeler, docente all’università di Londra e sovrintendente alle ricerche archeologiche in India, scoprì durante un lavoro di scavi lungo la costa del Bengala, dei vasi romani provenienti dalla zona di Arezzo. Il 20 settembre 2006, nello Stato del Kerala, vengono ritrovate, durante gli scavi, delle monete romane risalenti al periodo di Tiberio e di Nerone. Potremmo quindi affermare con certezza che l’antica Roma, nel periodo del suo massimo splendore, anticipò in qualche modo l’odierno fenomeno della globalizzazione, tessendo rapporti commerciali con civiltà lontane.
L’INTERESSE CULTURALE PER L’INDIA IN ITALIA
L’interesse per la cultura indiana in Italia è cresciuta paradossalmente a cavallo del ventennio fascista. Pochi sanno che Giovanni Gentile, il riformatore della scuola italiana, scrisse la prefazione all'autobiografia di Gandhi, compilata e pubblicata nel 1931 a cura di Charles Freer Andrews, un amico del premio nobel della letteratura indiano, Rabindranath Tagore e tradotto dall'originale gujarati all'inglese dal console italiano in India, Gino Scarpa.
Nel 1931 il Mahatma Gandhi, ricambiando l’interesse per la storia e la religione indiana di una parte della gerarchia culturale fascista e del noto orientalista Tucci, nonché curioso di conoscere il sistema scolastico fascista, dimorò per due giorni a Roma, ospite del Generale Moris, il pioniere dell’aviazione italiana. Accompagnato dalla sua segretaria, Miss Slade, ebbe un colloquio di venti minuti con Benito Mussolini e visitò le scuole fasciste per l’infanzia nel quartiere popolare della Garbatella. Benito Mussolini vide con favore questa visita anche in chiave politica. Era palese la sua intenzione di capire il desiderio dell’indipendenza dell’India dall’Impero Britannico tramite i suoi capi spirituali e studiare di conseguenza le possibili strategie anti-inglesi.
PROSPETTIVE DI CRESCITA PER L’INTERSCAMBIO COMMERCIALE TRA INDIA E ITALIA
Proprio nei giorni scorsi, una delegazione italiana di imprenditori guidata dal Ministro italiano per lo sviluppo economico, Claudio Scajola e sponsorizzata dall’Istituto per il Commercio Estero, si è recata a New Dehli e Mumbai per incontrarsi con imprenditori indiani. L’obiettivo è stato di consolidare i rapporti commerciali e sfruttare le occasioni d’investimento da parte di grandi aziende italiane come la Fincantieri e l’Agusta. L’India è al dodicesimo posto dei Paesi industrializzati e il suo prodotto interno lordo cresce, secondo i dati al 30 settembre 2009 dell’Economist, al 7,9 %. Il settore manifatturiero è invece cresciuto al 9,2 % e quello minerario al 9,5 %, riportando gli indici di crescita ai livelli precedenti la crisi mondiale.
Dopo l’avvio di riforme economiche, a partire dal 1992, l’India ha liberalizzato la sua economia e ha sviluppato il terziario fino a diventare uno dei poli dell’Information Technology più importanti del mondo. L’Indian Institute of Science ( Iis), fondata con capitali privati dalla famiglia Tata, è una delle più esclusive fucine di formazione dei migliori ingegneri al mondo e svolge ricerche per svariate multinazionali. Non meno importante, è il crescente sviluppo dell’industria farmaceutica. L’India produce 1/5 dei farmaci generici mondiali, coprendo il 20% dell’intera produzione globale. A seguire, i settori maggiormente sviluppati risultano essere quello energetico, siderurgico, automobilistico e tessile. E’ sempre l’Economist a sottolineare, nel suo “ World Investments Prospects to 2011” , che il Paese sia ancora ben al di sotto del potenziale IDE ( Investimenti Diretti Esteri) in entrata. L’Italia, secondo i dati ICE, è al decimo posto nella lista dei mercati di sbocco dell’India, dopo Belgio e Germania. Gli investimenti indiani nell’ambito dell’Unione Europea sono in continua crescita, dato l’attivismo e la liquidità delle multinazionali indiane (Tata, Kingfisher, Mahindra, Videocon, Apollo, Essar, Hindalco ). Se guardiamo al nostro Paese, al mese di settembre 2009, le esportazioni verso l’India sono aumentate rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, del 25%. Le esportazioni indiane verso l’Italia sono aumentate invece del 9,6%. L’incremento delle piccole e medie imprese in India, in questi ultimi anni, ha certamente giocato a favore dell’Italia soprattutto nell’ambito dei settori tessile e calzaturiero, grazie anche, e non solo, a un processo di delocalizzazione delle filiere produttive.
COOPERAZIONE TECNOLOGICA IN CAMPO AREOSPAZIALE
Il 23 settembre scorso l’India ha lanciato, dalla base aerospaziale di Sriharikota, il suo sedicesimo satellite, denominato Oceansat 2, con a bordo uno strumento tutto italiano, ROSA (Radio Occultation Sounder for Atmosphere) per lo studio delle condizioni ambientali della Terra e dell’atmosfera. È solo uno degli esempi di collaborazione dell'ASI ( Agenzia Spaziale Italiana) con l'agenzia spaziale indiana, ISRO. Dopo il parziale fallimento della missione lunare Chandrayaan-1, l’ ISRO ( Indian Space Research Organisation ) ha in progetto il lancio di una nuova missione entro il 2012, con l’obiettivo di compiere esplorazioni e rilevamenti chimici della superficie lunare e creare una mappatura completa delle risorse minerali utili alle ricerche sulla fusione nucleare oltre a lavorare al primo prototipo della capsula SRE destinata a portare nel cosmo il primo astronauta indiano, forse già nel 2013.
Il 22 maggio scorso si è tenuto, nella sede dell’ASI a Roma, un incontro con la delegazione spaziale indiana. E’ stata l’occasione per la prima visita, dopo il 2005, del Presidente dell’ISRO, Madhavan Nair, in Italia. A incentivare ulteriormente la cooperazione tecnologica indo-italiana in campo aerospaziale contribuirà certamente l’evento “ SAT EXPO EUROPE 2010 “ che si terrà alla Fiera di Roma dal 4 al 6 febbraio 2010 e che vedrà la partecipazione di numerose imprese internazionali coinvolte nella tecnologia aerospaziale, oltre alle delegazioni delle più importanti agenzie spaziali internazionali. L’India vi parteciperà in qualità di partner country. La delegazione indiana dell’ISRO avrà modo di illustrare nei suoi workshop di presentazione, la propria attività nel settore spaziale ed aerospaziale fino a tutto il 2025.












































